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La serie è composta da: 

1. Caraval

2. Legend

3. Finale

3.5 Spectacular



Autore: Stephanie Garber

Genere: Fantasy

2 Novembre

Rossella non ha mai lasciato la piccola isola dove vive con la sorella Tella e il crudele padre. Ogni speranza di partecipare al Caraval, lo spettacolo itinerante misterioso quanto leggendario che tutti sognano di vedere, sembra tramontare quando scopre che il padre ha già preso accordi per darla in sposa a un ragazzo che lei nemmeno conosce. E invece a sorpresa arriva l'invito che tanto ha aspettato: insieme alla sorella, Scarlett fugge, ma appena arrivata al Caraval, Tella viene rapita. Scarlett scopre che l'unico modo di ritrovarla è tuffarsi nel Caraval, e risolvere la caccia al tesoro al cuore dei suoi spettacoli. Presto però sogno e veglia sembrano confondersi, e i rischi lungo la pista di indizi si fanno decisamente pericolosi...


Salve lettori!
In questa recensione vi parlerò di un libro che, ovviamente, non vedevo l'ora di leggere, da più di un anno nella mia TBR list in lingua inglese e che ho, e abbiamo, avuto la possibilità di leggere in italiano grazie alla fantastica casa editrice Rizzoli.
Il libro in questione è "Caraval", primo libro di una duologia di Stephanie Garber.
Osannato dalle lettrici americane, la sua magia è finalmente atterrata nel nostro paese.
Siete pronti a scoprire cosa si nasconde dietro i cancelli del meraviglioso spettacolo di Caraval?
Ovviamente ricordate, è solo un gioco...
In un impero composto da isole e terre conquistate, in cui le donne indossano ancora abiti enormi, Rossella e Donatella Dragna devono fuggire.
Sono figlie di un padre violento e assetato di potere, che usa l'amore che provano l'una per l'altra per punirle. Se Rossella sbaglia a pagarne le conseguenze è Donatella, e viceversa.
A parte la libertà, c'è una sola cosa che entrambe le sorelle desiderano da quando erano piccole: visitare Caraval.
Ma è difficile quando il Mastro di Caraval, il leggendario Legend, decide di non spostarsi più, quindi per realizzare il loro sogno dovrebbero arrivare su un'isola lontanissima dalla loro e non è possibile dato che il padre non può venire a saperlo. Inoltre, a meno che non si ricevano degli inviti, non è possibile entrare a Caraval.
Anche se Rossella ha scritto per sette anni al Mastro di Caraval, non ha mai ricevuto riposta.
Inoltre, stavolta è in programma il suo matrimonio con un conte sconosciuto che lei è convinta darà a lei e sua sorella la possibilità di liberarsi del padre.
Il suo unico obiettivo è sposarsi e andare il più lontano possibile dal padre insieme a Donatella.
Ma proprio quest'anno, il desiderio delle due sorelle si compie e inaspettatamente arrivano tre biglietti per entrare a Caraval. Uno per Donatella, uno per Rossella e uno per il suo promesso sposo.
Ma Rossella non può partire con il matrimonio imminente, non può scomparire per una settimana e più senza subire le ire del padre. Donatella, però, ha un'altra idea. Con l'aiuto di un affascinante marinaio, Julian, finge di scappare e "rapisce" la sorella per portarla via da Trisda senza troppi complimenti.
Donatella sa che partecipare a Caraval è il sogno più grande della sorella e sa anche che, senza costringerla, ci avrebbe rinunciato.
Inizia così la loro avventura su l'Isla de los Sueños, l'isola personale di Legend, l'isola su cui la magia ricopre ogni aspetto, i cui abitanti non sono mai quello che sembrano, in cui le cose si pagano con desideri e segreti e la realtà viene inghiottita dai colori sgargianti.


Caraval è un gioco. C'è un mistero da risolvere e ai partecipanti vengono dati degli indizi per raggiungere la soluzione. Chi lo risolve per primo riceve il premio messo in palio da Mastro Legend. Quest'anno, un desiderio.
Il gioco si svolge di notte, appena il sole tramonta fino all'alba, e i giocatori hanno cinque giorni per risolvere il mistero e vincere il premio.
Ma quest'anno la posta in gioco è troppo alta.
Donatella viene rapita, è lei il mistero da risolvere, la ragazza da trovare per poter vincere un desiderio.
E chi, meglio di sua sorella, può scovare gli indizi che la porteranno a lei?
Mentre tutti si mettono alla ricerca per ottenere il desiderio, Rossella si mette all'opera, disperata, terrorizzata da quello che potrebbero fare alla sua amata Tella, sconfitta nella sua incapacità di proteggerla.
Tutti le ripetono di non lasciarsi coinvolgere, ma i confini tra la realtà e la finzione sono molto labili quando a rischiare la vita c'è tua sorella, quando Legend in realtà è il cattivo e non l'eroe.
L'unico che sembra volerla aiutare è Julian, quel bellissimo marinaio che nasconde qualcosa dietro il suo sorriso e i languidi occhi nocciola.
Ma come può, Rossella, fidarsi? Come fa a decidere chi è reale, chi finge, chi è sincero e chi ne approfitta?
Come fa ad essere sicura che Julian non voglia solo sfruttarla?
In una corsa contro il tempo, che scorre come piccole gemme rosse in una clessidra, tutte le raccomandazioni si mischiano e confondono, la realtà diventa finzione e la finzione realtà, la minaccia di una terribile vendetta pesa sui colli delle due sorelle finché quel magico mondo da sogno diventa l'oscuro palcoscenico fatto di violenza e colori smorti manovrato da un abile e misterioso burattinaio.
È davvero solo un gioco? O la magia è una patina dorata sopra un mondo ingrigito dalla cattiveria?
A cosa deve credere Rossella?
Lettori, "Caraval" è davvero un libro magico! A partire dall'ambientazione. Ci ritroviamo sballottati da una normalissima casa di campagna a un'isola fatta di magia, in cui il tempo scorre in modo diverso, i cui abitanti sono attori. Tutto è colorato, brillante, nuovo ai nostri occhi, ma anche grigio, smorto, una finzione, agli occhi di Rossella, privata della cosa più importante della sua vita.
Rossella e Donatella sono i due personaggi principali, ovviamente. Entrambe vittime della violenza del padre, Rossella non si fida di nessuno, è chiusa e cauta; Donatella, al contrario, non si fa frenare da niente, è impulsiva e non si preoccupa affatto delle conseguenze. Ma l'affetto che le lega è palpabile, non c'è niente di più forte dell'amore che provano l'una per l'altra. Entrambe morirebbero pur di salvare l'altra, sarebbero disposte a tutto.
Ed è proprio il loro legame il filo conduttore di tutta la storia. Ma intrecciato ad esso c'è anche la crescita di Rossella.
Dovrà fidarsi e mettere a rischio il proprio cuore, ma anche cacciare gli artigli e affrontare le sue paure.
In tutto questo ci sarà sempre Julian a sostenerla.
Julian è un personaggio misterioso.
Be' tutti gli abitanti di Caraval sono misteriosi, ma Julian è anche pericoloso. Julian potrebbe avere il potere di spezzarle il cuore.
Per la maggior parte del libro non si ha un'idea precisa di lui. All'inizio è uno sfruttatore, poi un amico, poi una roccia su cui contare, poi un traditore e un bugiardo, poi di nuovo un alleato.
Persino le persone vengono influenzate dalla molteplicità dei volti di Caraval e il suo Mastro.
Mastro che sono molto, molto curiosa di conoscere. Sfuggente e criptico, c'è chi dice che sia cattivo e chi un eroe, ma nessuno conosce il suo vero volto, né ha mai parlato con lui.
Assume sempre un nuovo volto, potresti vederlo per le vie di Caraval e neanche sapere che è lui. Chissà se nel secondo libro ci sarà lui a tenere banco...
Ma quello che mi è piaciuto di più sono gli innumerevoli colpi di scena.
Scelte che potrebbero essere giuste o sbagliate, che potrebbero portare giovamento o terribili conseguenze. Patti che potrebbero farti avanzare nel gioco oppure farti perdere.
Bivi che potrebbero portarti in alto oppure seppellirti sotto terra e farti impazzire.
Questo è Caraval. Ogni decisione ha un prezzo da pagare, ma solo quando sarà presa, il risultato si scatenerà sul percorso del giocatore.
Le raccomandazioni sono tante, ma quando sei lì dentro, circondata da segreti, magia, paura e desideri, non è facile trovare l'equilibrio tra finzione e realtà. Si mischiano l'una all'altra, spingendoci, pagina dopo pagina, in un susseguirsi di misteri sempre più fitti, minacce sempre più reali e sentimenti sempre più forti.
Ci si potrebbe perdere la testa...
Dovete sapere che con i libri sono molto emotiva e anche molto espressiva. Credo che sia divertente osservarmi leggere, soprattutto quando mi immergo talmente tanto nella lettura (come in questo caso) che i sentimenti scritti si possono praticamente leggere sulla mia faccia.
Occhi sbarrati, sguardo ferito, perso, meravigliato, incredulo, innamorato, distrutto.
Ovviamente non sono le mie doti mimiche da elogiare, ma la bravissima penna di Stephanie Garber. Vi assicuro che resterete incollati alle pagine, perdendovi un'intera giornata in questo mondo magico e pericoloso.
E posso assicurarvi che non è male stare nella testa di Rossella, anche se a volte avresti voluto spingerla ad essere impulsiva come Donatella, dietro tutto c'è un motivo.
Ognuno dei personaggi ha un ruolo e a suo tempo, gemma dopo gemma, questi ruoli si mostreranno.
Un elogio enorme devo farlo alle decorazioni del libro. Le pergamene, le rose e i disegni danno un tocco magico in più. E poi, vogliamo parlare della copertina? Una delle più belle che abbia mai visto!
Se lo leggerete, e spero che lo farete, vi consiglio di prendere il cartaceo. Ne vale davvero la pena.
Spero di avervi convinto a leggere questo libro, è un'esperienza unica e magica che vi consiglio assolutamente di vivere.
Baci

Voto libro: 4.5







Autore: Stephanie Garber

Genere: Fantasy

13 Novembre

Dopo la travolgente avventura nel mondo magico e misterioso del Caraval, Donatella Dragna è riuscita finalmente a sfuggire al padre e a salvare la sorella Rossella da un disastroso matrimonio combinato. Ma Tella non è ancora libera; per ritrovare la madre Paloma ha stretto un patto disperato con un criminale misterioso, che vuole in cambio qualcosa che solo lei può dargli: il vero nome di Legend, il Mastro di Caraval. L'unica possibilità per scoprire il vero nome di Legend è vincere il nuovo Caraval, che si terrà a Valenda, l'antica capitale dove una volta regnavano i Fati, in occasione del genetliaco di Elantine, la sovrana dell'Impero di Mezzo. Tella dovrà quindi immergersi di nuovo nella competizione magica, tra le attenzioni di un inquietante erede al trono, una storia d'amore impossibile e una ragnatela di segreti, tra cui anche quelli di Rossella. Se fallirà non potrà mantenere il suo patto e rischierà di perdere tutto, compresa forse la vita. Ma se vincerà, Legend e il Caraval saranno distrutti per sempre.


Salve lettori! 
Dopo un anno di attesa, la Rizzoli porta in Italia il secondo libro della serie “Caraval” di Stephanie Garber, “Legend”. 
Ero talmente trepidante che arrivasse in Italia, che appena ho visto la notizia, ho iniziato a saltare. 
Ovviamente ringrazio tantissimo la Rizzoli per avermene inviato una copia. Adesso passiamo a parlare del libro, però.
Se nel primo libro a parlare è stata la sorella maggiore, Rossella, in “Legend”, a vivere la sua storia, sarà Donatella. 
Abbiamo conosciuto Tella come una ragazza che non prendeva le cose sul serio, pronta a lanciarsi a capofitto senza tenere conto delle conseguenze, sempre alla ricerca di nuove avventure, anche amorose. 
Una ragazza che però è disposta a tutto per le persone che ama, come abbiamo potuto notare in “Caraval”.
Ma Tella non è solo questo, in realtà anche lei nasconde demoni che si porta dietro da quando, da bambina, aveva trovato nel portagioie di sua madre un mazzo di Carte del Destino che le avevano predetto un futuro affatto felice, da cui poi è dipesa la scomparsa di sua madre. 
La peculiarità di questo tipo di carte e della lettura del futuro è che, una volta girate e stabilito il tuo destino, questo non può cambiare. 
Per questo motivo, Tella ha sempre basato ogni aspetto della sua vita su ciò che le carte le hanno mostrato: il Principe di Cuori, che preannuncia un amore non corrisposto; la Fanciulla Morte, che prevede la perdita di qualcuno di caro e l’Oracolo, una sorta di specchio che ti mostra un momento del futuro che è conseguenza di qualcosa che stai vivendo al momento. 
Per colpa del Principe di Cuori, non ha mai lasciato che il suo cuore si affezionasse a qualcuno, tranne che a sua sorella; mentre l’Oracolo ha spesso guidato le sue azioni, anzi possiamo dire che ciò succede nel primo Caraval è conseguenza di quello che Tella vede nella carta su Rossella. 
Inaspettatamente, dopo il primo Caraval, Legend ha deciso di farne uno subito dopo, questo perché l’imperatrice Elantine compie 75 anni e per festeggiare ha chiesto un’edizione speciale del gioco. 
Stavolta, però, a differenza del primo Caraval, dove tutti si preoccupavano di ricordare che fosse solamente un gioco, le cose stanno diventando reali. 
Il pericolo, che pende sopra l’impero, è antico, pericoloso e molto malvagio; una sola persona può vincere Caraval e finalmente incontrare il misterioso e potente Legend, una persona che conosce il valore reale di un mazzo di Carte del Destino...
Lettori, adesso arriva la parte difficile. 
Sapete già che ho assolutamente adorato “Caraval” e posso assicurarvi che ero più che sicura che avrei amato allo stesso modo, se non di più, “Legend”. 
E credo di aver sbagliato proprio qui. 
Avevo aspettative talmente alte che, al contatto con la realtà, sono crollate miseramente. 
Finito il libro, provavo un leggero senso di soddisfazione e di piacere ma, per il resto, la delusione occupava abbastanza spazio, purtroppo.
Mi è piaciuto, non dico che non mi sia piaciuto, ma non abbastanza. E mi credete che mi sento in colpa? 
Sono strana, lo so. 
Però mi dispiace di non essere riuscita ad amarlo, perché volevo davvero farlo. 
Ho provato a rielaborare il tutto prima di scrivere la recensione, ho pensato alle possibili cause del perché sia andata così, se l’ho letto troppo velocemente o in un momento in cui ero troppo distratta. 
Non metto in discussione la bravura della scrittura della Garber; lei è bravissima, non annoia mai, tira sempre il lettore avanti fino a farlo arrivare al finale a forza di colpi di scena e piccoli infarti. 
Ciò di cui ho sentito maggiormente la mancanza è stata la magia. 
A differenza del primo Caraval, dove il motto era “è solo un gioco”, stavolta è tutto reale, il pericolo esiste e il gioco è una questione di vita o di morte. 
Vengono introdotti un sacco di elementi, personaggi, storie e leggende che danno vita a tante domande, a cui però non abbiamo risposta. 
Ma questo non è un aspetto negativo perché, essendoci un terzo libro, sono la base per la prossima storia. 
Ho apprezzato tanto il cambiamento dell’atteggiamento di Donatella verso il destino, durante il gioco capisce qualcosa di molto importante e profondo e lo mette in pratica. 
Una cosa che non mi è piaciuta del suo comportamento, come di quello di Rossella, è il fatto che continuano a mentirsi. 
Pur promettendosi di non farlo più, consapevoli delle incomprensioni che le bugie causano, continuano a farlo imperterrite e a combinare casini che potevano essere evitati con una bella chiacchierata. 
Diciamo che non ho apprezzato il modo in cui l’autrice ha deciso di sviluppare storia e personaggi, mentre mi è piaciuto molto il suo stile, la sua bravura nel creare luoghi spettacolari, dare vita a personaggi misteriosi e a storie magiche e spaventose. 
Ho adorato il colpo di scena finale, un colpo di genio, secondo me. E se come un po’ tutti aspettate di sapere chi sia Legend, forse avremo qualche riposta...
Che dire più lettori, stavolta è andata così. Sinceramente spero tanto che prima dell’uscita del terzo libro potrò avere un po’ di tempo per poter rileggere sia “Caraval” che “Legend”, in modo da avere le idee chiare e, magari, apprezzare meglio entrambi. 
Sono sicura che ci sarà tanto di cui parlare in “Finale” e, ovviamente, non vedo l’ora di leggerlo. 
Ci sono tantissime storie da tessere e personaggi da far crescere, nemici da sconfiggere e finali reali da dare. 
E ovviamente, spero davvero tanto che con l’ultimo libro la magia di Caraval sia al suo massimo e possa farci definitivamente perdere nei suoi giochi pericolosi. 
Baci 


Voto libro: 4






Autore: Stephanie Garber

Genere: Fantasy

3 Dicembre

Sono passati due mesi da quando i Fati sono stati liberati, due mesi da quando Legend ha reclamato per sé il trono, due mesi da quando Tella ha scoperto che il ragazzo di cui si è innamorata in realtà non esiste. Mentre vite, imperi e cuori restano in sospeso, Tella deve decidere se fidarsi di Legend o piuttosto di un ex nemico. Dopo aver scoperto un segreto che ribalta tutta la sua vita, Rossella dovrà tentare l'impossibile per salvare coloro che ama e l'Impero. E Legend dovrà fare una scelta che lo cambierà per sempre.
Caraval è finito, ma il più grande dei giochi è appena cominciato. Non ci sono spettatori questa volta, qualcuno vincerà, e qualcuno perderà per sempre.

Benvenuti, benvenuti a
FINALE.
Tutti i giochi hanno una fine…



Salve lettori!
Il 3 dicembre è uscito, grazie a Rizzoli, “Finale” di Stephanie Garber, terzo e ultimo libro della saga di Caraval.
“Caraval” aveva avuto come protagonista Rossella e la sua ricerca della sorella, “Legend” si era concentrato su Donatella e il suo desiderio di vivere un’avventura, mentre “Finale” ci porta in un mondo minacciato da esseri potenti e crudeli e ci fa vivere una storia emozionante, pericolosa e accuratamente dettagliata.

Ovviamente vi prego di fare attenzione agli spoiler, ahimè inevitabili.

Nel secondo libro abbiamo scoperto la vera identità di Legend e abbiamo anche assistito alla liberazione dei Fati dal Mazzo del Destino affinché Tella non si sacrificasse per la madre.
Mentre Valenda si prepara per l’incoronazione del nuovo imperatore Dante, i Fati si stanno risvegliando e stanno riacquistando i pieni poteri.
Fermarli, prima che sia troppo tardi, diventa la missione di Donatella, Rossella, Julian e Legend.
Ma prima Rossella deve decidere se potersi fidare di nuovo del mascalzone che, immancabilmente, ruba il suo cuore per poi spezzarlo, mentre Donatella dovrà combattere contro il suo amore per Legend e la speranza che un giorno possa ricambiarla.
I problemi d’amore sono la parola d’ordine, ma non bisogna dimenticare la minaccia sempre più reale dei Fati, soprattutto della Stella Caduta, il Fato più potente e portatore di verità inimmaginabili.

“Ogni storia è composta da quattro parti: il principio, la metà, il quasi-finale e il finale vero e proprio. Purtroppo, non tutti arrivano al vero finale. La maggior parte della gente si arrende quando la storia volge al peggio, quando la situazione sembra disperata, ma è proprio lì che serve di più la speranza. Solo chi persevera trova il vero finale.”

Lettori, Stephanie Garber torna con un finale magico che chiude perfettamente la storia iniziata con “Caraval”.
“Finale” è magia, pericolo, ma soprattutto tanto amore. Amore tra sorelle e tra due persone che non possono vivere l’uno senza l’altro.
Il libro ha i suoi alti e bassi, a volte i dubbi di Tella erano davvero stancanti, ma le descrizioni magiche e lo sviluppo della trama hanno dato una spinta alla narrazione, che altrimenti rischiava di rallentare.
I quattro protagonisti hanno subito trasformazioni incredibili dall’inizio della storia, sono maturati nelle azioni, nei pensieri e, soprattutto, nei sentimenti.
La trama è interessante e accattivante, ricca di pieghe inaspettate e notizie sconvolgenti, inoltre è perfetta per chiudere questa storia fatta di magia, bugie e giochi pericolosi.
Come sempre la narrazione è ricca di descrizioni incredibili, super dettagliate e colorate, soprattutto per quanto riguarda l’abbigliamento.
A tratti è anche introspettiva, in quanto leggiamo i numerosi dubbi, pensieri e doveri delle due sorelle, sempre in conflitto tra l’amore appassionante che le brucia per Julian e Legend e la paura di rimanere ferite.
I Fati sono stati nemici interessanti e pieni di sorprese, le storie che la Garber ha dato loro sono davvero affascinanti.

«Che cosa c’è di tanto divertente?»
«Il fatto che tu finga che i nostri giochi siano finiti.»

Insomma, visiteremo nuovi posti magici e scopriremo notizie incredibili, vivremo avventure pericolose e affronteremo nemici malvagi in questo terzo libro della saga di “Caraval”. Ma proveremo anche emozioni fortissime grazie al forte amore che sprigiona dalle sorelle Dragna, quell’amore che è capace di curare ferite, riportare in vita e spezzare una maledizione.
Baci
 
Voto libro - 4.5



Autore: Stephanie Garber

Genere: Fantasy

26 Novembre 2024


A Valenda è l’antivigilia della Grande Festività e la città è in fermento. Rossella si sta occupando dei preparativi per lo Spettacolare Ricevimento che si terrà a palazzo, mentre Donatella è ossessionata dalla ricerca del regalo perfetto per Legend. E Legend… Be’, Legend non è esattamente un fan della Grande Festività, ma Tella spera che il suo regalo possa fargli cambiare idea. Purtroppo, però, non l’ha ancora trovato e durante la sua affannosa ricerca finisce per avventurarsi nel malfamato Quartiere delle Spezie, dove viene coinvolta in un’ambigua audizione per partecipare al prossimo Caraval. Tella è perplessa: il gioco organizzato da Legend non si era mai svolto durante la Grande Festività e inoltre sembra mancare la spettacolare magia tipica del suo Mastro. La ragazza è convinta che si tratti di un impostore, di cui è pronta a svelare le trame. Benvenuti. Anzi, bentornati nel mondo di Caraval… dove persino le feste non sono quello che sembrano.


Ciao Readers,
Questa recensione è per chi ama il mondo di Caraval di Stephanie Garber, infatti l’autrice ci ha regalato una novella prima delle festività: “Spectacular”.
Ho iniziato questo volume senza alcun tipo di aspettativa, non sapevo cosa potesse raccontarci ancora la Garber, ma il solo pensiero di tornare ad assaporare la magia di Caraval mi ci ha fatto tuffare senza remore.

A Valenda ci si affaccenda per l’arrivo della Grande Festività, la prima festa sotto il potere dell'imperatrice Scarlett che desidera solo che sia tutto perfetto. L’unica preoccupazione di Donatella è trovare il regalo perfetto per Legend, che magari gli ricordi che è ancora innamorato di lei. Tra magie, paure, insicurezze e fiocchi di neve, la nostra Tella dovrà cavarsela ancora una volta nel mondo di Caraval.

“Tella doveva dimostrargli che l’amore era ciò che più contava al mondo. Doveva assicurarsi che Legend non si rammaricasse della scelta.”

Quanto è stato bello tuffarsi di nuovo nella magia di Caraval, rivedere i personaggi a cui avevo detto addio, assaporare di nuovo l'amore tra Scarlett e Julian e tra Tella e Legend. Non pensavo mi fossero mancati così tanto fin quando non li ho ritrovati, subito mi ha travolto la voglia di rileggere la trilogia di Caraval dall'inizio.
Come sempre il merito è della penna della Garber, che riesce a infondere di magia l'inchiostro e coinvolgere chi legge. Grazie ai disegni che adornano le pagine e accompagnano il racconto riuscivo a immaginarmi accanto a Scarlett e Julian mentre controllavano che tutto fosse perfetto per la Grande Festività, ero con Tella quando viene ingannata dall’automa robot e sono riuscita a guardare negli occhi profondi di Legend. Erano così reali da fermare la lettura per poterli ammirare e confermare che coincidessero con ciò che stavo leggendo. È stata un’avventura meravigliosa.

«Questo significa che, dopotutto, ami la Grande Festività?»
«No, Donatella. Solo che amo te.»

Per coloro che si aspettano una storia o una comparsa di Jack, perdete ogni speranza. Per chi invece desidera assaporare di nuovo un viaggio a Valenda, non perdete tempo e acquistate questo volume.
I protagonisti sono Tella e Legend, Scarlett e Julian fanno un po' da contorno, e anche se non mi spiego il perché vi assicuro che non vi pentirete dell’acquisto. Mi dispiace non poter dire molto altro ma essendo una novella, composta da poche pagine, cadrei nello spoiler.
Sarebbe un regalo di Natale perfetto e fa un figurone accanto alla trilogia. Buona lettura.



Voto libro: 4







 






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La serie è composta da: 

1. La casa di sale e lacrime

2. La casa di radici e perdizione


Genere: Fantasy

Autore: Erin A. Craig

1 Giugno

Annaleigh conduce una vita riservata e isolata a Highmoor nella residenza di famiglia sulle coste rocciose di Salten, con le sorelle, il padre e una matrigna. Un tempo erano dodici, ma ora un inquietante silenzio rimbomba nelle grandi stanze, dopo che quattro vite sono state interrotte. Ogni morte è stata più tragica della precedente: un'epidemia, una caduta fatale, un annegamento, un tuffo scivoloso... Mentre nei villaggi circostanti corre voce che la famiglia sia stata maledetta. Ossessionata da una serie di visioni spettrali, Annaleigh è sempre più convinta che le morti non siano state solo un incidente. Tutte le notti fino al sorgere del sole le sue sorelle partecipano di nascosto a balli scintillanti, strette in eleganti abiti di seta e scarpine luccicanti, e Annaleigh non sa se cercare di fermarle o unirsi ai loro appuntamenti segreti per scoprire cosa sta succedendo. Perché con chi, o con cosa, stanno davvero ballando? Quando il coinvolgimento di Annaleigh con un misterioso ed enigmatico sconosciuto si intensifica, dandole nuovi elementi per scoprire la verità sulla serie di scomparse che sta distruggendo la sua famiglia, inizia una corsa contro il tempo per sciogliere l'oscuro enigma che è caduto sulle sue sorelle, prima che venga rivendicata la prossima di loro.

LA FAMIGLIA: NUCLEO CENTRALE DELLA STORIA

Salve lettori,
eccoci alla mia tappa per il blog tour per la nuova uscita della casa editrice Fanucci, “La casa di sale e lacrime” di Erin A. Craig, un romanzo dark fantasy che ho appena finito di leggere e che mi ha stupita piacevolmente. Ma passiamo alla mia tappa, che è un approfondimento sul tema centrale di questo romanzo: la famiglia.

La famiglia Thaumas è stata colpita da tante disgrazie, ma non ha mai smesso di essere unita. Alla morte della madre durante il parto della sua dodicesima filgia, il resto della famiglia si è fatto forza avvicinandosi ancora di più e supportandosi a vicenda; è stato molto bello leggere di questa affinità e di come questo loro amore sia così puro e infinito che davanti alle difficoltà si può solo rafforzare.
O di come il padre, il Duca di Salann, sia estremamente legato alle sue figlie, le dodici sorelle che si amano infinitamente e si supportano fra loro anche se a volte ci sono dei litigi. Chi ha fratelli o sorelle capirà benissimo la dinamica fra loro e che spesso gli attriti sono proprio a causa del grande affetto, del voler proteggere e sperare il meglio per le altre.

Ma conosciamo un po’ meglio i componenti della famiglia Thaumas:
La primogentita era Ava, i suoi fiori preferiti erano le rose, che ora contornano la sua statua al mausoleo di famiglia; è morta per un’epidemia di febbre, mentre tutti erano al suo capezzale sperando in un miglioramento. La madre era morta di parto poco prima e il dolore provocato da questa seconda perdita è stato immenso.
La seconda nata era Octavia, sulla cui tomba si trova scolpito un libro aperto, morta un anno dopo la sorella maggiore a causa di una caduta fatale. Era maldestra e goffa, e questa è stato la sua condanna a morte.
Poi Elizabeth, ritrovata annegata nella sua vasca da bagno. Era rimasta tremendamente sconvolta dalla morte di Octavia ed è pensiero comune che sia stato un suicidio.
L’ultima tragedia riguarda Eulaile, la quarta delle figlie, ritrovata in mare dopo essere scivolata da una scogliera, ed è con questo avvenimento che si apre il romanzo.

Dopo tutta questa successione di orribili incidenti, la famiglia è allo stremo e le otto sorelle rimaste ancora in vita cercano di trovare modi per superare i lutti.
Camille, che ora sarà l’erede al titolo di Duca di Salann, è decisa a lasciarsi alle spalle gli abiti neri e la reclusione in casa, è decisa a trovarsi un marito, socializzare e partecipare a balli di classe vestita con abiti curati e sfarzosi. Vuole vivere a pieno e non all’ombra dei ricordi dei defunti, ed è sua convinzione che anche le sue sorelle venute a mancare la penserebbero allo stesso modo.
Con un pensiero diametralmente opposto troviamo Annaleight, la nostra protagonista e portavoce all’interno del romanzo. Ama il mare e la sua terra, il suo sogno da bambina era diventare custode del faro; era molto legata ad Eulaile ed è decisa ad indagare sul mistero della sua morte, il tutto mentre si oppone alla volontà del padre di girare pagina abbandonando la tradizione del lutto.
Poi ci sono Rosalie, Ligeia e Lenore, le tre gemelle che vivono quasi in simbiosi e adorano scarpe e vestiti eleganti.
Infine le tre bambine più piccole, chiamate da tutti le Grazie, Honor, Mercy, e Verity, che insieme formano un tornado dispettoso e instancabile che gira per casa senza tregua.
Nella famiglia rientrano anche Hanna, la domestica e balia, che ha cresciuto con amore tutte le sorelle, e la nuova moglie del padre, Morella, che alcune delle ragazze più grandi vedono come un’intrusa ma che le più piccole adorano.
Questi sono i personaggi centrali della storia, tutti estremamente caratterizzati e con personalità uniche e interessanti.

Non mi resta che augurarvi una buona lettura e spero che adorerete come me il romanzo. Non dimenticatevi di passare a scoprire anche le altre tappe!


Salve lettori,
dopo la tappa è il turno della mia recensione de “La casa di sale e lacrime” di Erin A. Craig, un fantasy autoconclusivo ispirato alla favola dei Fratelli Grimm “Le dodici principesse danzanti”, rielaborata in modo originale con tinte magiche e dark che hanno reso la lettura molto emozionante.

Ci troviamo sulle coste dell’isola di Salten, nella residenza della famiglia Thaumas a Higtmoore, un posto che ha già visto numerose disgrazie e che adesso è di nuovo protagonista di un terribile lutto. Dopo un'epidemia, una caduta fatale, un annegamento, adesso anche la terza sorella Thaumas è vittima di un disgraziato incidente: il suo corpo senza vita viene ritrovato dai pescatori in mare, portata a riva dalle onde dopo essere probabilmente scivolata da una scogliera. Le dodici sorelle adesso sono rimaste solamente in nove e insieme al padre, il Duca di Salann, sono costretti a piangere un’altra terribile perdita.
Viste le numerose morti a poco tempo di distanza, gli abitanti del posto iniziano a sospettare che la famiglia sia vittima di una terribile maledizione iniziata con la morte della madre durante il parto e che ora proseguirà portandosi via anche le altre figlie, per questo le temono e si guardano bene dall’entrare in contatto con loro.

La nostra protagonista Annaleigh si ritrova, quindi, inaspettatamente seconda in linea di successione per ereditare il titolo e i possedimenti di famiglia, nuovamente distrutta dalla perdita di una delle sue amate sorelle, ed è sempre più convinta che tutto ciò che sta succedendo non siano incidenti casuali ma veri e propri omicidi.
Per proteggere la famiglia che ancora le rimane, è decisa a far luce sulla faccenda che diventerà per lei un’ossessione, al punto di iniziare ad avere strane visioni spettrali.

“Una volta eravamo dodici: le dodici ragazze Thaumas. Ora formavamo una breve fila, io e le mie sette sorelle, e non potevo fare a meno di chiedermi se ci fosse un minimo di verità in tutte quelle macabre ipotesi. Che avessimo offeso gli dèi in qualche modo? O forse una maledizione oscura ci aveva scelte, per prendere le nostre vite a una a una? Oppure si trattava semplicemente di una serie di terribili e sfortunate coincidenze?”

Appena iniziata la lettura ho capito subito che questo fantasy sarebbe stato più particolare delle mie solite letture, vicino al genere thriller ma mantenendo le caratteristiche di uno young adult, il romanzo si apre subito con il funerale di Eulaile, che secondo la loro tradizione secolare viene restituita al sale, inabissandosi in fondo al mare. L’atmosfera è triste e cupa e Annaleigh vorrebbe rispettare il lutto come da tradizione, ma le sue sorelle più giovani e la nuova moglie del padre non sono d’accordo e vogliono un cambio di rotta improvviso senza mettere in pausa le loro vite per un altro intero anno. Morella, quella che adesso è la loro matrigna, senza mostrare il dovuto rispetto annuncerà al funerale di aspettare un figlio e ciò porterà una gioia immensa al Duca, suo marito.
Annaleigh non ha davvero accettato l’arrivo di Morella e, anche se ha da subito conquistato le sue sorelle piccole, è sospettosa nei suo confronti, soprattutto quando viene fuori il desiderio della donna di portare in grembo un figlio maschio che possa diventare l’erede dei possedimenti di suo padre. Oltre a questo la tormenterà la misteriosa morte di Eulaile e non si darà pace finché non scoprirà perché quella notte la sorella era andata sulla cima della scogliera e come può essere stata così maldestra da scivolare. Lei non è convinta che si sia trattato di un brutto incidente e gli indizi che trova fanno pensare che la sua morte nasconda molto di più.

Una delle cose che ho apprezzato di più in questo romanzo è proprio che il mistero è da subito appassionante e che l’autrice lascia indizi e depistaggi ovunque, arrivando verso la fine che ancora non si ha nessuna idea chiara di come si concluderà la storia, lasciando senza fiato con il finale che personalmente non mi sarei mai aspettata, con la scoperta di chi è dietro a tutto questo e le sue opinabili motivazioni.
Durante la lettura siamo proprio come Annaleigh, sentiamo che c’è qualcosa che ci sfugge ma siamo spaesate dai nuovi indizi e dalle scoperte inaspettate che fanno intrecciare gli eventi in una trama assai più complessa e studiata di come sembrava inizialmente.

I personaggi principali sono tutti abbastanza caratterizzati, anche se si risente della scelta di inserirne così tanti senza avere modo di dare il giusto spazio a tutti. Sicuramente Annaleigh è il personaggio con cui ho legato di più e apprezzato per il suo carattere e i suoi ideali, è caratterizzata a tutto tondo e sono sicura che non potrete fare a meno di apprezzarla.
Una cosa che mi ha fatto un po’ storcere il naso è stata l’instalove, che però non diventa mai il punto centrale della storia ma solo un piccolo contorno, per questo motivo l’ho sopportato abbastanza, nonostante all’inizio non mi convinceva.

Se cercate un buon fantasy dai tratti dark con una trama incalzante che non riuscirete a mettere giù, “La casa di sale e lacrime” potrebbe fare per voi. Buona lettura!

Voto libro - 4





Genere: Young Adult

Scritto da: Erin A. Craig

25 agosto 2023

Una villa sul mare, una sorella è ancora vittima di una maledizione. Nonostante sogni avventure ben oltre le coste di Salann, la diciassettenne Verity Thaumas è rimasta nella tenuta di famiglia, Highmoor, con la maggiore Camille, mentre le altre sorelle si sono sparpagliate per Arcannia. Quando Mercy, una di loro , comunica loro che la Duchessa di Bloem, moglie di un celebre botanico, è interessata a far dipingere a Verity un ritratto del figlio Alexander, lei si mostra subito entusiasta, ma Camille glielo impedisce. Costretta a rivelare il segreto che ha tenuto nascosto per anni, un giorno Camille le svela la verità: anche se lei stessa non se ne rende conto, Verity vede ancora i fantasmi. Sconcertata da questa rivelazione, fugge da Highmoor e, non sapendo a chi altri rivolgersi, si dirige verso Bloem. All’inizio, è conquistata dal paesaggio florido e lussureggiante ed è rapidamente attratta dall’affascinante, spiritoso e avvenente Alexander, del quale finirà per innamorarsi. Ma ben presto, grazie anche agli incubi che la tormentano, Verity inizia a intravedere il lato oscuro di Bloem, nascosto con cura dietro una facciata così vigorosamente stucchevole.



Salve salve!
All’inizio dell’anno, dopo aver letto il suo standalone, ho recuperato “La casa di sale e lacrime” di Erin A. Craig, conquistata dalla capacità dell’autrice di creare atmosfere cupe e misteriose e di scrivere young adult che sanno tenere sulle spine grazie a un bel mix di fantasy e macabro.
Per questo motivo ho atteso con trepidazione “House of Roots and Ruin. La casa di radici e perdizione”, volume che vede come protagonista la più piccola delle sorelle Thaumas, Verity.

Sono passati diversi anni dalle vicende di “La casa di sale e lacrime” e ognuna delle sorelle Thaumas ha preso la sua strada: Annaleigh è la guardiana del faro, Camille è diventata la duchessa di Highmoor, Mercy vive a corte e Honor lavora, entrambe sul continente, mentre Lenore, separata per sempre dalle sue gemelle, vaga per il mondo, ma nessuna delle sue sorelle sa per fare cosa.
Poi c’è Verity, la più piccola, che ora ha 17 anni e vorrebbe vedere il mondo e fare della sua arte la sua vita, ma Camille non le permette di lasciare Highmoor.
Un giorno si presenta un’occasione imperdibile, la duchessa di Bloem vuole che Verity, osannata dalla sorella Mercy, dipinga un ritratto del figlio Alexander.
Verity è al settimo cielo e pronta a cogliere l’occasione, mentre Camille glielo vieta, rivelando alla sorellina verità inimmaginabili.


“C'era qualcosa di orribile nel modo in cui Camille aveva detto che Highmoor sarebbe sempre stata casa mia. Le parole in sé e per sé sembravano adorabili, era il messaggio sottinteso a irritarmi. Restare a casa significava che non sarei mai andata da nessuna parte. Non avrei mai imparato nulla di nuovo. Non avrei mai trovato un pretendente, una vocazione, me stessa, se non fossi mai andata via.”


Noi lettori sappiamo che Verity era capace di vedere i fantasmi ed è stata fondamentale nella ricerca della verità di Annaleigh nel primo volume, ma Verity tutto questo non lo ricorda, è stata protetta e schermata dalle sorelle maggiori per tutti questi anni, finché Camille non le ha rivelato questa traumatica verità facendole mettere in discussione tutta la sua vita.
Sconvolta, Verity scappa da Highmoor e raggiunge Bloem, il paese dei fiori e della bellezza, alla ricerca di un futuro diverso e di una possibilità.
Per la precisione raggiunge Chauntilalie, la dimora ducale, un luogo splendido, enorme e sgargiante, un tripudio di fiori e un inno alla bellezza.
Incontra anche Alex, l’erede del duca, un ragazzo estremamente affascinante eppure solo poiché, a causa di un incidente da bambino, non riesce a camminare e deve utilizzare la sedia a rotelle.
Tra Verity e Alex sbocciano subito un’affinità e un’attrazione difficili da ignorare, ma rimanere a Chauntilalie potrebbe essere pericoloso per Verity.
Per quanto la superficie sia scintillante, la dimora e i suoi abitanti nascondono segreti terrificanti e oscuri. Se non fa attenzione, Verity potrebbe essere la prossima vittima, eppure è anche l’unica persona con la capacità di smascherare ogni macabro segreto.

“Devi andartene. Oggi stesso. Non lo avverti il pericolo? Ne sei circondata. Si aggira nell’ombra, in agguato. Persino l’aria è avvelenata in quella casa.”

Forse sarò in minoranza, ma “La casa di radici e perdizione” non mi ha stregato come gli altri due libri di Craig.
Mi sono innamorata delle storie di questa autrice perché in ogni romanzo riesce a creare atmosfere cupe, quasi soffocanti, da cui è difficile scappare, ma stavolta, per me, non ci è riuscita del tutto.
Credo che il problema risieda nel fatto che Verity tenti in ogni modo di lasciare fuori il fantastico, cercando di dare spiegazioni logiche, per quanto deboli, alle cose inspiegabili che si trova davanti.
Nel tentativo di allontanarsi dall’impossibile che ha costellato la sua infanzia, la nostra narratrice si concentra su ciò che le permetterebbe di vivere una vita “normale”, ovvero la relazione con Alex, per cui ci sono pagine su pagine di Verity che quasi cancella sé stessa per adattarsi a quelle che lei crede siano le aspettative dei Laurent.
Nonostante capisca il senso di queste scene, ovvero la necessità di Verity di trovare un posto sicuro lontano da Highmoor, mi hanno leggermente infastidito, mi sono sembrate “un passo indietro”.
La storia ha iniziato a coinvolgermi quando Verity si è lasciata andare al fantastico.
Una volta che l’orrore nascosto sotto la superficie perfetta di Chauntilalie inizia a salire a galla, il romanzo assume una marcia in più e la capacità che tanto adoro dell’autrice, di creare storie che lasciano con il fiato sospeso, inizia a farsi sentire.
A quel punto inizia un susseguirsi di colpi di scena che mi hanno piacevolmente colpito. Sono contenta soprattutto del fatto che l’autrice mi abbia contraddetto con le sue scelte; mi aspettavo determinate cose, invece Craig mi ha stupito prendendo strade leggermente diverse ma ugualmente sorprendenti.
Ci sono un paio di cose che mi hanno stranita però e la cui presenza credo dipenda dalle mode del momento, ovvero alcune descrizioni piuttosto esplicite o similitudini decisamente discutibili che stonavano con il genere del romanzo, uno YA.

“Camille era legata a Highmoor, era chiamata a proteggerla e a proteggere le isole, ma io... che scopo avevo dietro quelle mura di pietra?”

Per me il primo 30/40% è stato un po’ sottotono, ma dopo questo punto il libro ha iniziato a ingranare, anche se lentamente, per arrivare a una conclusione coi fiocchi.
Il finale… Quel finale cambia completamente le sorti del libro, toglie il fiato, mette i brividi e ci lascia con un pensiero fisso: “E ora?”.
Sono certa che ci aspetta un terzo libro e, dati i semi che l’autrice ha piantato in questo volume, io non vedo davvero l’ora di leggerlo!
Baci

Voto libro - 3.5








 







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La serie è composta da: 
 
1. La catena d'oro 
 
2. La catena di ferro
 
3. La catena di spine


 Genere: Urban Fantasy

Autrice: Cassandra Clare 

3 Marzo 

Cordelia Carstairs è una Shadowhunter, e in quanto tale le è stato insegnato fin dalla più tenera età come si combattono i demoni. Quando il padre viene accusato di un terribile crimine, lei e il fratello Alastair partono alla volta di Londra con la speranza di riuscire a evitare la rovina della famiglia. Sona, la madre, vorrebbe che lei trovasse un marito e si sistemasse, ma Cordelia è più determinata a diventare un'eroina che una sposa. Presto, nella capitale britannica, la sua strada si incrocia nuovamente con quella di James e Lucie Herondale, suoi cari amici d'infanzia, che la trascinano in un mondo sfavillante e affascinante, fatto di sale da ballo, missioni segrete e luoghi magici popolati da vampiri e stregoni, dove Cordelia però è costretta a tenere nascosto il suo amore per James, promesso sposo di un'altra fanciulla. La nuova vita della ragazza viene sconvolta quando una serie di attacchi demoniaci devasta la città, e questa volta si tratta di qualcosa di completamente diverso da ciò con cui hanno avuto a che fare fino a questo momento gli Shadowhunters. Qualcosa di apparentemente impossibile da uccidere che si muove alla luce del sole e colpisce la gente ignara con un veleno letale. Londra è messa immediatamente in quarantena e gli amici di Cordelia, intrappolati come lei nella città, scoprono di essere dotati di poteri incredibili, un'eredità oscura di cui fino a quel momento ignoravano l'esistenza. Questo li costringe a compiere una scelta drammatica che li condurrà a comprendere quanto crudele sia il prezzo da pagare per essere eroi. Edizione speciale con contenuti esclusivi: un racconto inedito e un poster nella retrocopertina.


Serie a confronto: The Infernal Devices & The Last Hours

Buongiorno lettori! Ben ritrovati nel mondo degli Shadowhunters e benvenuti alla prima tappa del Blog Tour dedicato all’uscita de “La Catena d’Oro”, primo libro della nuova trilogia di Cassandra Clare “The Last Hours”.

Apriamo il Blog Tour con un confronto bello tosto, ma sicuramente molto interessante per gli amanti della saga. Come saprete questa trilogia si colloca temporalmente dopo “The Infernal Devices” quindi, dopo gli ultimi libri usciti ambientati nel presente, ritorniamo indietro nel 1903 e ritroviamo quei personaggi che abbiamo amato nei libri “L’Angelo”, “Il Principe” e “La Principessa” nelle vesti di giovani genitori e di membri effettivi dell’Enclave di Londra, ma adesso l’attenzione passa sui loro figli e sulle avventure che vivranno questa nuova generazione di Shadowhunters.

In questa tappa metterò a confronto le due trilogie; avviso che per abbreviare userò gli acronimi TID per “The Infernal Devices” e TLH per “The Last Hours” e non farò spoiler di nessun tipo.

TID è forse la trilogia più amata dai lettori di Shadowhunters e anche questo nuovo libro ripropone l’atmosfera e le vibrazioni che ricordiamo, rivediamo tutti i nostri amati personaggi – Will, Tessa e Jem – insieme ad altri che già conosciamo, e già solo questo ci riscalda il cuore per tutte le emozioni che ci ritornano alla mente.
Ma negli anni Cassandra Clare ha un po’ cambiato il suo stile e in questo nuovo libro, come anche negli ultimi usciti, non si concentra più solamente su un numero ristretto di protagonisti.
In TLH sono numerosi i personaggi di cui leggiamo il punto di vista, che cambia in continuazione, facendo così spaziare la trama in varie sotto trame molto interessanti che ci fanno scoprire più a fondo tutti i personaggi e permettendoci di amarli.
Cordelia, quindi, passa spesso la parola a James, Mattew, Lucie, Thomas, Christopher, Anna, Alastair, che sono legati fra loro da amicizia e amore.

Parlando di parallelismi, il personaggio di Mattew Fairchild mi ha ricordato Will Herondale, entrambi estroversi all’apparenza ma che nascondono un grande tormento risalente all’infanzia. Matt, se possibile, è ancora più autodistruttivo di com’era Will ed entrambi tengono tantissimo ai loro parabatai, a volte anche nascondendogli segreti dolorosi; in questo primo volume non ha ancora svelato le sue carte ma se ripercorrerà i passi del suo predecessore mi aspetto molto da lui.

Un’altra cosa che la Clare ha fatto spesso è inserire personaggi LGBT+, in TID mancavano e si è rifatta con questo libro dove l’argomento è trattato benissimo.
Ho amato Anna Lightwood, che sfida gli usi dell’epoca e si veste in abiti maschili fregandosene dei giudizi della gente. Poiché, nonostante siamo ancora in una società retrograda, vediamo come dalla fine del 1800 ad adesso, che siamo all’inizio del ‘900, anche la mentalità degli Shadowhunters inizia pian piano ad aprirsi e anche se molti continuano a nascondere se stessi, nella nuova generazione è più facile venire accettati.

The Last Hours e The Infernal Devices sono due trilogie che vogliono raccontare le avventure dei nostri amati Shadowhunters in modalità diverse, ma sempre trasmettendoci la bellezza dell’amicizia senza confini, l’unione nelle difficoltà e l’amore che muove le persone. 



Lettori, rimanete con me nel mondo degli Shadowhunters!
Ringrazio la Mondadori per avermi fornito una copia digitale in super anteprima de “La Catena d’Oro” di Cassandra Clare, primo libro della nuova trilogia “The Last Hours”.

Per chi non conosce nulla di questo universo, ogni trilogia della Clare potrebbe essere letta singolarmente poiché in ognuna i personaggi principali cambiano e una nuova storia ricomincia con annessa introduzione al mondo, ma la soluzione migliore sarebbe aver letto i libri precedentemente usciti, seguendo l’ordine di pubblicazione: la saga The Mortal Instrument, poi The Infernal Devices e The Dark Artifices. Se si vuole avere il quadro più completo possibile si possono anche recuperare i vari volumi di novelle, che sono a parte rispetto alle trilogie.

Detto questo, avviso che in questa recensione ci saranno spoiler di TID, ambientata temporalmente prima, e probabilmente anche delle altre, infatti in questo libro ci troviamo in una situazione bizzarra: sappiamo cosa è successo negli anni precedenti e cosa succederà in quelli successivi, quindi sarà inevitabile fare confronti con le varie informazioni che abbiamo appreso negli anni.

I protagonisti di questo libro sono vari e seguiamo la trama con ognuno di loro, ma le vicende iniziano quando Cordelia Castairs arriva a Londra con la madre e il fratello Alastair dopo essere stati in perenne viaggio per il mondo. Non sono in una situazione prospera e positiva, il padre è stato accusato ingiustamente e trattenuto ad Idris, per cui il resto della famiglia arriva a Londra sperando di riuscire a trovare famiglie Shadowhunters potenti che li sostengano contro il Conclave.

Cordelia è pronta a tutto per salvare il padre, anche ad un matrimonio combinato se servisse; a Londra ritrova la famiglia Herondale, con la sua promessa parabatai Lucie Herondale e il fratello James Herondale, il suo amore segreto, che la rendono partecipe del loro gruppo di amicizie formato da Mattew Fairchild, Thomas Lightwood, Christopher Lightwood e Anna Lightwood.

Lucie e James Herondale sono i figli di Will e Tessa, protagonisti di TID, lui shadowhunter gallese e lei stregone mutaforma con sangue shadowhunter nelle vene. I figli hanno ereditato dalla madre alcune peculiarità che non riescono ancora a controllare, James riesce a vedere uno strano Regno di Ombre e Lucie è molto a contatto con i fantasmi.
Mattew Fairchild è figlio di Charlotte Fairchild e Henry e ha un fratello più grande, Charles. È il parabatai di James e suo più fidato amico, all’apparenza è divertente e allegro, amante della vita mondana, dei bei vestiti e di Oscar Wild, ma nel profondo nasconde un animo tormentato, dipendente dall’alcool, con mille insicurezze e segretamente innamorato di Lucie, che lo ritiene al pari di un fratello.
Christopher Lightwood, figlio di Cecily Herondale e Gabriel Lightwood, è appassionato di esperimenti (che lo hanno anche fatto espellere insieme ai suoi amici dall’Accademia) e passa molto tempo nel laboratorio di Henry, padre di Mattew.
Thomas Lightwood è figlio di Gideon e Sophie, un buon amico e un grande combattente. Tra tutti i ragazzi è l’unico a non odiare Alastair Castairs, un bullo che dava il tormento a tutti all’Accademia degli Shadowhunters ad Idris.
Anna Lightwood è la sorella maggiore di Christopher, una ragazza unica nel suo genere che si veste con eleganti abiti maschili di alta moda e passa il suo tempo in locali insieme a Mattew a spezzare i cuori delle ragazze che affascina.

Tutte le sottotrame dei protagonisti si intrecceranno con il mistero della scomparsa dei demoni da Londra, infatti già da qualche anno l’attività demoniaca è inspiegabilmente diminuita e ciò porta preoccupazioni nell’Enclave. La nuova generazione di shadowhunters, anche se allenata, forse non sarà abbastanza pronta se nuovi demoni molto pericolosi appariranno all’improvviso.

Durante quasi tutta la lettura del libro ero terrorizzata che spuntasse qualche trovata trash che la nostra Cassandra Clare ama tanto ultimamente, e che mi ha fatto cadere con la sua ultima trilogia che era la mia preferita prima del fattaccio.
Si vede che ho qualche rancore? Ma a parte questo, che può piacere o non, leggendo “La Catena d’Oro” ho ritrovato la Clare che amavo e mi sono ricordata perché continuo a seguire il mondo degli Shadowhunters.
Come ho sempre affermato, il punto forte di questa enorme saga non è tanto la trama, che si apre e si sviluppa dalla fine del 1800 ai giorni nostri, che è comunque molto interessante e l’autrice riesce a gestirla benissimo; ciò che mi cattura ogni volta è la caratterizzazione dei personaggi, che riescono a stupirmi e che mi rimangono nel cuore.
La Clare ha la capacità di aggiungere sempre tanti personaggi alla storia senza renderli mai banali o simili ad altri già creati, ognuno ha la propria personalità e la propria storia che lo ha forgiato rendendolo ciò che è all’inizio del libro e poi riuscendo a farli evolvere nel corso degli eventi che si trovano davanti.
Non mi resta che augurarvi una buona lettura!


Voto libro - 4





Genere: Urban Fantasy

Autrice: Cassandra Clare 

27 aprile 2021

La speranza è una prigione. La verità la chiave che la apre. A osservarla da lontano, la vita di Cordelia Carstairs sembrerebbe perfetta. Che altro potrebbe desiderare infatti la giovane donna? È fidanzata con James Herondale, uno degli scapoli più ambiti di Londra, che oltretutto è proprio il ragazzo di cui da sempre è disperatamente innamorata. Ha iniziato una vita nuova ed eccitante a Londra, insieme alla sua migliore amica Lucie Herondale e agli affascinanti amici di James, gli Allegri Compagni. Per di più, sta per riunirsi con l'amato padre e ha con sé Cortana, la leggendaria spada che la sua famiglia si trasmette di generazione in generazione. Purtroppo, però, la realtà è ben diversa, e certo molto meno entusiasmante. Per prima cosa, il suo imminente matrimonio con James non è altro che una farsa, organizzato soltanto per salvare la reputazione di entrambi. James, poi, è innamorato della misteriosa Grace Blackthorn, sorella inconsolabile di Jesse, un ragazzo morto anni addietro a causa di un terribile incidente. Per non parlare di Cortana: ogni volta che cerca di utilizzarla, Cordelia si ritrova i palmi delle mani bruciati. Suo padre, inoltre, è molto diverso dall'uomo che conosceva, ora è molto più amareggiato e incattivito. Come se non bastasse, un assassino seriale sta prendendo di mira gli Shadowhunter di Londra. Complice l'oscurità, pugnala indisturbato le sue vittime e poi sparisce, senza lasciare traccia. Insieme agli Allegri Compagni, Cordelia, James e Lucie percorrono in lungo e in largo le strade più pericolose della città per seguire le orme dell'assassino. Ma i segreti che ciascuno custodisce gelosamente rischiano di vanificare tutti i loro sforzi...

Ciao, lettrici e lettori!
Non so voi, ma ogni volta che un’autrice che seguo da tanto pubblica un sequel mi emoziono. Soprattutto quando a farlo è Cassandra Clare. Mi sembra di ritornare al primo anno di scuola in cui chiedevo a mia madre di accompagnarmi in libreria a prendere il libro seguente a quello che avevo divorato in un giorno!
Gli anni passano ma la gioia che il mondo da lei creato mi reca è sempre invariata.
Chi ha letto “La catena d’oro” sa che il finale ci ha lasciati tutti con il fiato sospeso. È giunto quindi il momento di parlarvi de “La catena di ferro”, secondo libro della serie “The Last Hours”. E vi preannuncio che mi ha lasciata senza parole!

“Nessuno di noi è perfetto, e nessuno si aspetta la perfezione. Ma quando ferisci qualcuno, devi concedere a quella persona di provare rabbia. Altrimenti sarà l’ennesima cosa che avrai cercato di portarle via.”

Raccomando di leggere “La catena d’oro", prima di affrontare le mie divagazioni su questo libro. In ogni caso, come sempre, cercherò di non fare spoiler di grande calibro.

Nell’ultimo volume ci siamo lasciati con un cliffhanger atroce e tante domande. Il mondo risulta quasi incomprensibile a Cordelia, specialmente l’atteggiamento di James e il fidanzamento è sicuramente stata la goccia che ha “quasi” fatto traboccare il vaso. È in questo immenso giro di incomprensioni e inganni che Grace Blackthorn regna sovrana.
Ovviamente, nonostante la trama sembri incentrata su questo trio, immancabile è Lucie Herondale con la sua storia che non ruota solo intorno a Jesse, come in molti potrebbero aver pensato con il primo volume, ma ruota principalmente attorno a sé stessa e ai propri sentimenti. Ovviamente, anche gli Allegri Compagni hanno il loro bel carico di odissee personali.

Per farvela breve: questo volume è un’insieme di intrighi che si incastrano l’uno con l’altro. E in più, attenzione! C’è anche un bel serial killer che per qualche oscuro motivo ha come obiettivi due persone in particolare: eh sì, proprio Cordelia e James! Insomma, devo dire che la Clare questa volta non si è risparmiata con nessuno… ce n’è per tutti!

“Né la morte, né la vita, né gli angeli, né i demoni, né principati, né potenze, né il presente, né l’avvenire saranno mai in grado di separarci.” Capisci? Tieniti stretta a me, Daisy. Tieniti stretta a me e non lasciare la presa.”

Non è un buon libro di Shadowhunters se non piangi almeno una volta. Potrei anche aver letto trecento fantasy, visto altrettanti colpi di scena e finali, ma niente potrebbe mai prepararmi a ciò che Cassandra Clare ha in serbo. Ovviamente, ad un certo punto sembrava proprio la fiera della sofferenza, ma preferisco sorvolare giusto per non avere una crisi di pianto.
Lo stile di scrittura mi ha catturata fin da subito e l’alternarsi della trama di sottofondo del serial killer e le varie vicende di “superficie” ha reso il ritmo narrativo molto scorrevole.
E cosa dire sul world-building? Anche se ormai lo conosco come il palmo della mia mano, è sempre affascinante come l’autrice riesca a dedicarsi così bene anche alla descrizione dell’ambiente circostante, catapultando il lettore in un altro mondo in modo così reale che, quando chiudi il libro anche per prendere una piccola pausa, si ha un attimo di sbandamento.
La caratterizzazione dei personaggi è innegabilmente fatta benissimo, così come l’incastro tra i vari punti di vista, agevolato anche dalla terza persona. Detto questo, sono pronta a proteggere Matthew Fairchild a costo della vita e non me ne pento. Capisco assolutamente il dissenso provato da tanti altri lettori per via delle sue azioni, ma io un po’ lo compatisco. E poi, lo preferisco un po’ di più al piccolo Herondale, che a volte mi fa “leeeggermente” saltare i nervi, ma va bene! È pur sempre un tratto di famiglia!

Certamente nel libro non mancano le scene Jordelia, eppure con tutte le storylines presenti non sono riuscita a focalizzarmi sul loro sfortunatissimo romance come avrei voluto. Ho poi rivalutato sia Grace che Alastair e devo ammettere che un po’ ho iniziato ad affezionarmi, ma vedremo come andrà col prossimo volume!
Ad un certo punto tra gli Allegri Compagni si è scatenato il panico per una determinata situazione e credo sia proprio lì che la storia ha iniziato quasi a divertirmi. La successione di scene dinamiche e plot twist che mi hanno quasi fatto perdere quel poco di neuroni che mi rimane ha mandato in tilt il mio cuore (oltre al mio cervello).
Era da un po’ che non mi emozionavo così per un fantasy e che non entravo in sintonia profonda con i personaggi.
E, a proposito, non mi stancherò mai di rivedere Will, Jem e Tessa. Chiaramente, anche Magnus è incluso! Tra tutti i personaggi ormai iconici che continuano a far capolino nei libri della saga, secondo me lui sarà sempre il collante delle Shadowhunter Chronicles, e un po’ sono contenta che la Clare abbia scelto proprio questo magnifico stregone per il ruolo.

Devo ammettere che ho un po’ di timore del prossimo libro, specialmente considerando il finale. Le mie aspettative solo davvero alle stelle e spero tanto che non vengano deluse.
Tra attacchi demoniaci, intrighi amorosi e dinamiche che vi faranno scoppiare la testa, non potete perdervi “La catena di ferro” per nessun motivo al mondo!

Voto libro - 5







Genere: Urban Fantasy

Autrice: Cassandra Clare

7 marzo 2023

Cordelia Carstairs ha perso tutto ciò che più contava per lei. Nel giro di poche settimane, infatti, ha visto morire il padre, fallire il piano di diventare la parabatai di Lucie e sgretolarsi il matrimonio con James. E, quel che è peggio, ora si ritrova legata a un antico demone, Lilith. Arrivata a Parigi con Matthew Fairchild, la ragazza spera che le attrazioni notturne della Ville Lumière le facciano dimenticare le sue miserie. Ma la realtà riesce a insinuarsi anche nelle sue giornate parigine quando la raggiungono notizie scioccanti da casa: a quanto pare Tatiana Blackthorn è fuggita dalla Città di Adamante e Londra è sotto scacco del Principe dell'Inferno, Belial. Dilaniata da sentimenti confusi e contraddittori, Cordelia fa ritorno a Londra, dove di lì a poco un segreto degli Herondale verrà portato alla luce da un nemico inaspettato e l'intera famiglia accusata di una colpa gravissima. Niente potrà forse tornare come prima per Cordelia, anche perché il legame con i suoi vecchi amici sembra ormai deteriorato in modo irrimediabile. Il tempo intanto corre veloce e i piani di Belial stanno per investire come un'onda mortale la ragazza, Lucie, gli Allegri Compagni e tutti gli Shadowhunter. Rimasti a fronteggiare l'esercito di Belial in una Londra infestata dalle ombre, per riuscire a salvare la loro città e le loro famiglie, Cordelia e i suoi amici dovranno radunare tutto il coraggio che possiedono, ingoiare l'orgoglio e imparare nuovamente a fidarsi l'uno dell'altro. Perché se dovessero fallire, potrebbero perdere tutto, comprese le loro anime.


Salve, lettrici e lettori!
Quando una trilogia volge al termine è quasi sempre commovente vederla andar via. La consapevolezza che molto probabilmente non rivedremo più dei personaggi rattrista molto, anche se di solito molti autori ci danno spin-off o piccoli extra per rendere questo distacco meno doloroso.
Come forse la maggior parte dei lettori sa, questo mese la serie “The Last Hours” è giunta alla sua conclusione. Sebbene non abbia avuto lo stesso impatto di “The Infernal Devices” o “The Mortal Instruments”, credo che abbia avuto comunque un grande peso per le Chronicles scritte da Cassandra Clare, e spero vivamente che ne sentiremo parlare in qualche volume/extra futuro.
Oggi, infatti, vi parlo de “La catena di spine”, capitolo conclusivo della trilogia “The Last Hours” edita da Mondadori. Preparate i fazzoletti (e le innumerevoli domande)!

“Nessuno è forte e incrollabile per tutto il tempo, e nessuno dovrebbe esserlo. Dobbiamo tutti abbassare la guardia di tanto in tanto. Siamo composti da tante parti diverse: siamo tristi e felici, forti e deboli, solitari e bisognosi degli altri. Non c’è nulla di vergognoso in tutto ciò.”

Come sempre, ogni volta che sto per iniziare a parlare di un sequel, vi consiglio di leggere sia i libri che le rispettive recensioni precedenti. In genere tendo sempre a fare pochi spoiler e ad illustrarvi i dettagli principali della trama. Quindi, in ogni caso, non temete!

Il finale de “La catena di ferro” mi ha spiazzata su più punti di vista. Una volta metabolizzato il contenuto dell’opera ho capito quanto il suo sequel avesse alte probabilità di essere tra i più epici.
Cordelia si trova in una situazione spinosa (perdonate il giochetto di parole) ed è difficile uscirne ora che è coinvolta anche Lilith. In più, le ricerche sull’assassino hanno condotto a niente di meno che a Belial, Principe dell’Inferno, che già abbiamo imparato a conoscere.
Daisy si è sentita sopraffatta dalla situazione vissuta, non soltanto con James (dato che dire che il loro matrimonio è rovinato sarebbe il minimo), ma anche con Lucie, vedendo volar via il sogno di averla come parabatai. Per non parlare di Elias. Così, decide di partire con Matthew per Parigi, ma il soggiorno avrà breve durata dato che giungerà loro la notizia della fuga di Tatiana, così torneranno alla cara Londra.

Il romanzo già si apre con il caos totale e la paura per una guerra cresce capitolo dopo capitolo. Molte maschere dovranno cadere e problemi finora ignorati verranno alla luce. Se c’è una cosa che Cassandra Clare ci ha insegnato è che, quando si tratta di una battaglia di tale portata, raramente ne escono tutti indenni. Il mio non è allarmismo, è statisticamente un dato di fatto. I nostri eroi sono abbastanza pronti per affrontare quest’odissea e salvare chi amano. La domanda è: voi lo siete?

“Quanto amore si sono negate le persone, nel corso dei secoli, poiché credevano di non meritarlo. Come se sprecare l’amore non fosse una tragedia persino peggiore.”

Cercherò di rendere il tutto più o meno spoiler-free, ma voglio che sappiate che questo libro non è che mi abbia fatto proprio impazzire…
Avete presente quella scena de “Le regole del delitto perfetto” in cui Viola Davis dice “Non deve avere senso. Deve solo sembrare un casino.”? È proprio così che ho immaginato la Clare mentre scriveva “La catena di spine”!
Sono stata parecchio combattuta sul rating da mettere, ho riflettuto molto sullo sviluppo della trama prima di mettermi a scrivere e devo dire che sono un po’ a metà tra la contentezza e un leggero sconforto.
Partiamo dai lati positivi. Lo stile di scrittura della Clare per me sarà per sempre tra i preferiti, dato che è semplice ma al contempo non tralascia nulla. I vari punti di vista contribuiscono poi ad un campo più generale delle situazioni di trama e sotto-trame, per poi scendere nel particolare dei personaggi, descrivendo le loro emozioni in modo così impeccabile che è impossibile non provare empatia con loro e anche con chi meno te l’aspetti!
Anche il world-building ovviamente è fatto bene ed è facile sentirsi fisicamente nei luoghi descritti, tra le strade di Parigi e quelle londinesi.
È un libro molto dinamico, quindi i personaggi non avranno nemmeno un secondo di respiro, così com’è stato per i loro genitori. A volte, tra tutti i punti di vista, si entra quasi in confusione e non si riesce a riprendere dal punto del discorso con cui si era conclusa la narrazione di un determinato personaggio.

“Non sono certa che siamo noi a scegliere la persona che amiamo. […] Preferisco pensare che l’amore sia simile a un libro scritto solo per noi - una sorta di testo sacro che riceviamo, così da poterlo interpretare.”

La caratterizzazione dei personaggi non è stata graduale secondo me e rappresenta il primo difetto di quest’opera. Nel caso di Cordelia, infatti, è come se ci fosse stata una spinta caratteriale improvvisa e un po’ forzata, non in linea con quella che è la sua personalità di base. Magari un po’ è colpa di Lilith e non c’è dubbio, ma ho trovato un distacco troppo profondo tra la Daisy dei primi due libri e quella del terzo.
Per quanto riguarda gli Allegri Compagni, anche lì ci sono state dinamiche già viste in precedenza ma, anziché farli crescere come personaggi, li hanno un po’ bloccati. Non mi dilungo su di loro poiché potrei incappare nello spoiler.
Riconfermo comunque Grace come mia preferita, perché qualcuno dovrà pur amarla e quel qualcuno sono io. Period. Stessa cosa vale per Matthew. Anzi, preferisco proprio non farvi parola dei miei sentimenti per lui perché potrei rivelarvi tante cose che è meglio che scopriate da soli.
Ci sono pochi personaggi molto interessanti e sicuramente anche James ne è entrato a far parte, anche se rimarrà pur sempre un piantagrane nel buon nome degli Herondale. Tale padre, tale figlio, tale tutta la progenie.

Non ho visto colpi di scena particolarmente inaspettati, se non un evento tragico che ha coinvolto un determinato personaggio, ma non ho apprezzato il fatto che non gli sia stato dato il giusto peso. Ricollegandomi in parte a questo dettaglio, ci sono stati anche punti della trama che sono andati un po’ contro le informazioni che tempo fa ho ritrovato leggendo “Il codice” e le prime due saghe delle Shadowhunters Chronicles, e che mi hanno fatto arricciare un po’ il naso. Forse Cassie avrà avuto qualche dimenticanza col passare degli anni e, se non avessi riletto le opere di recente, anch’io probabilmente avrei chiuso non un occhio (anche entrambi) su qualche scena, ma purtroppo non mi ha beccata impreparata.

Diciamo che come romanzo conclusivo non l’ho apprezzato molto e quasi potrei sperare che si tratti di una tetralogia. Se fosse stato quindi un libro di mezzo l’avrei compreso di più, ma non credo abbia i requisiti adatti e necessari per essere considerato un bel finale per una saga così promettente come “The Last Hours”.

Voto libro - 3.5























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